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MotoGp, Valentino Rossi spera ancora nel titolo mondiale

Valentino RossiLE MANS, Francia (Reuters) - Il cinque volte campione del mondo nel MotoGP Valentino Rossi crede di avere ancora una possibilità di vincere il titolo mondiale nonostante il suo ritiro, obbligato, al Gran Premio di Francia di ieri.

Il pilota italiano della Yamaha sembrava essere pronto per la vittoria sul circuito Bugatti ma la rottura del motore a otto giri dalla fine lo ha lasciato a mani vuote. Ha vinto l’amico-rivale Marco Melandri, su Honda, e dopo cinque gare Rossi è precipitato all’ottavo posto in classifica generale a 43 punti dal leader statunitense Nicky Hayden. “Di certo, è stato un giorno difficile”, ha detto Rossi che ha dominato la categoria in tutti e cinque gli anni passati. “E’ dura perché avrei potuto ridurre il distacco con i piloti di testa”. In ogni caso, il pilota 27enne, con residenza a Londra, ha detto di essere soddisfatto della sua moto. “Ma da un punto di vista tecnico, sono contento della messa a punto della moto che ora è okay”, ha aggiunto Rossi. Rossi ha usato un nuovo telaio in questo Gp dopo avere pagato problemi di vibrazioni durante il Gp della Cina, che non è riuscito a finire. “Questa è una buona notizia per la prossima gara dove penso che un finale sul podio sia davvero molto probabile”.

TUTTO E’ POSSIBILE

Rossi partirà tra i favoriti al Gp del Mugello, dove corre in casa, insieme a Melandri e Capirossi, che ha portato la sua Honda davanti all’astro nascente spagnolo Dani Pedrosa. “Penso che per la fine del Mondiale tutto sia possibile”, ha detto Rossi. “Sappiamo che la sfida si sta facendo dura ma niente è ancora finito. Dobbiamo affrontare gara per gara e dimenticarci del campionato per un po’”, “L’unica cosa a cui dobbiamo pensare è provare a vincere ognuno dei prossimi 12 Gp”. Il team director di Yamaha Davide Brivio ha detto che sia Rossi che il suo compagno di squadra, Colin Edwards, sesto al traguardo, hanno avuto la possibilità di raggiungere il podio a un certo punto della gara. “Valentino aveva tutto sotto controllo ma ha avuto sfortuna con quel problema al motore” ha detto Brivio. “Il Mugello è molto importante. Andremo lì per vincere la gara e faremo lo stesso per il resto della stagione”.

Fonte: Reuters

Rally d´Italia Sardegna vince Loeb

xsara.jpgAl secondo posto ha chiuso Mikko Hirvonen Ford Focus Wrc
OLBIA - Un’altra vittoria, la quinta consecutiva nel campionato mondiale 2006, per Sebastien Loeb , Daniel Elena e per la loro inarrestabile Citroen Xsara Wrc del team Kronos Total. L’appuntamento tricolore della serie iridata ha quindi confermato che, anche quest’anno,  Loeb sarà l’uomo da battere. La sua vittoria in terra di Sardegna è stata comunque più difficile di quelle ottenute in precedenza nel corso della prima parte della stagione. A tenere a lungo il comando è stato infatti Marcus Gronholm con la Focus del BP Ford World Rally Team , tradito però all’inizio della seconda tappa, dall’impatto con una pietra e dalla conseguente fuoriuscita dell’olio motore. Con il ritiro del finlandese si è praticamente chiuso il discorso per il primo posto con Loeb che ha iniziato a gestire il proprio imponente vantaggio sugli altri. Con questa ennesima vittoria, la quinta su sette gare disputate, Loeb è ora in fuga solitaria nella classifica del mondiale piloti con 31 punti di vantaggio sul secondo. Fuori Gronholm a tenere in alto i colori finlandesi , ed anche quelli della Ford, ci ha pensato Mikko Hirvonen che è giunto secondo, ottenendo il suo miglior piazzamento in una gara del mondiale. Hirvonen, dopo aver ereditato la seconda posizione da Gronholm ,ha tranquillamente tenuto dietro tutto il resto del gruppo. L’unico a tenerlo un po’ sotto pressione è stato Daniel Sordo, al volante di un’altra Citroen Xsara Wrc . Il ventitreenne spagnolo ha confermato di essere la vera rivelazione del mondiale 2006 conquistando l’ennesimo piazzamento di rilievo e confermando la terza posizione assoluta a soli 5 punti dal Gronholm. Un altro spagnolo Xavier Pons, con la seconda Citroen Xsara Wrc del team Kronos Total, ha conquistato la quarta posizione. Alle spalle dei primi quattro si sono quindi piazzati Jussi Valimaki, con una Mitsubishi Lancer Wrc, Kristian Sohlberg, Subaru, Manfredo Sthol, Peugeot 307 Wrc, e il belga Duval, l’ultimo in zona punti con la sua Skoda Fabia Wrc. Sfortuna invece per Gigi Galli, che non ha potuto prendere parte alla tappa conclusiva del rally . I problemi meccanici accusati ieri, proprio in vista del traguardo, hanno infatti impedito al Valtellinese di riprendere la corsa. Un vero peccato per il pilota della Peugeot che, al momento del ritiro, occupava la quarta posizione assoluta ad un secondo di distacco da chi lo precedeva. La frazione odierna è invece stata decisiva per la classifica finale della quinta tappa stagionale del Junior World Championship. In apertura della frazione odierna si è infatti ritirato Guy Wilks che aveva dominata le prime due tappa del rally. A vincere è stato Patrick Sandell , Renault Clio Super 1600, che ha preceduto l’altra Clio di Rautembach e le due Suzuki Swift di Aava e Andersson. Nel Ford Fiesta Trophy la vittoria è andata ad Alessandro Bettega con la vettura supportata dalla Trt. Nella Subaru Cup vittoria per Alan Scorcioni davanti a Bruno Bentivogli. Tra le prove sfortunate da sottolineare quella di Simone Campedelli, Mitsubishi , a lungo tra i primi di gruppo N e poi rallentato da problemi in vista del traguardo. La vittoriatra le vetture di produzione è andata al finlandese Hannine che ha dominato a lungo.

Classifica finale – 1. Loeb – Elena (Citroen Xsara Wrc) in 3h 54’18”9; 2. Hirvonen – Lehtinen (Ford Focus Wrc) a 2’41”4; 3. Sordo – Marti (Citreon Xsara WRrc) a 3’27”7; 4. Pons – Del Barrio ( Citroen Xsara Wrc) a 5’28”3; 5. Valimaki- Kalliolepo (Mitsubishi Lancer Wrc) a 7’08”8; 6. Sohlberg - Tuominen ( Subaru Impreza Wrc) a 7’36”9; 7. Sthol – Minor (Peugeot 307 a 8’18”4; 8. Duval – Prevot ( Skoda Fabia Wrc) a 9’45”8.

Classifica mondiale piloti (ufficiosa) 1.Loeb 66; 2. Gronholm 35; 3. Sordo 30; 4. Sthol 20; 5. Solberg 18.

Fonte: Alguer

MotoGp, Le Mans: vince Melandri 2° Capirossi, rompe Valentino Doppietta italiana con Honda e Ducati. Lo spagnolo Pedrosa si arrende all’ultimo giro Gp di Francia, classe Gp: Valentino rompe il motore, Capirossi secondo

Rossi ko, Melandri vince a Le Mans

MotoGp, Le Mans: vince Melandri 2° Capirossi, rompe Valentino Doppietta italiana con Honda e Ducati. Lo spagnolo Pedrosa si arrende all'ultimo giro � FotoGp di Francia, classe Gp: Valentino rompe il motore, Capirossi secondo
Valentino va ancora una volta ko, con la Yamaha che d’improvviso si ferma a pochi giri dalla fine mentre era nettamente in testa. Così Marco Melandri, su Honda, ne approfitta per vincere il Gp di Francia, quinta prova del motomondiale, davanti a Capirossi su Ducati. Terzo lo spagnolo Pedrosa, sempre su Honda, superato da Capirossi proprio all’ultimo giro. Nella 125 vittoria per Thomas Luthi su Aprilia, mentre nella 250 si è imposto il giapponese Takahashi su Honda.

VITTORIA AL CARDIOPALMA Sembrava che fosse tornata l’ora di Valentino Rossi, che nonostante il settimo tempo fatto registrare nelle prove, prendeva, dopo alcuni giri, la testa della corsa e iniziava un duello formidabile con lo spagnolo della Honda Daniel Pedrosa. A loro si accodava Hopkins su Suzuki, che però non riusciva a reggere il ritmo dei primi due e cadeva in una curva. Rossi a questo punto si staccava iniziando ad inanellare giri veloci e sembrava destinato ad una vittoria trionfale. Ma, a pochi giri dalla fine, il colpo di scena: la Yamaha di Valentino si bloccava, per un guasto al motore e il centauro di Tavullia era costretto a ritornare, come la settimana scorsa in Cina, sconsolato ai box.
A questo punto sembrava fatta per Pedrosa, ma come un uragano giungeva alle sue spalle Marco Melandri che passava lo spagnolo con un sorpasso da manuale. E non era ancora finita. Dalle retrovie arrivava uno scatenato Loris Capirossi che riusciva a sorpassare Pedrosa all’ultimo giro, permettendo una doppietta italiana sul podio.
CLASSIFICA GENERALE - Lo statunitense Nicky Hayden (Honda), oggi quinto alle spalle dell’australiano Casey Stoner (Honda), ha comunque mantenuto la testa della classifica generale a 83 punti, con soli 4 punti in più di Melandri e Capirossi e 6 di vantaggio su Pedrosa. Rossi adesso è a -43 dal leader del Mondiale.
«LA FORTUNA E’ RITORNATA» - «Comincio a credere che la fortuna sia girata finalmente». Marco Melandri è entusiasta per la vittoria ottenuta al Gran Premio di Francia. Il pilota italiano riconosce però di essere stato fortunato per il ritiro di Valentino Rossi in testa al momento dell’abbandono. «Dopo i primi giri era avvilito perchè avevo scelto una gomma più dura degli altri e non ci credevo, invece quando ho preso il ritmo sono andato forte - ha detto Melandri - poi la fortuna mi ha aiutato perchè Valerntino ha rotto».
“Ho fatto quello che potevo fare, una gran bel podio” ha dichiarato invece Loris Capirossi, felice per il secondo posto. «Siamo stati fortunati sia perchè Rossi era più veloce di noi sia perchè è iniziato a piovere solo oggi», ha poi aggiunto Capirossi.
ROSSI: «ADESSO DEVO VINCERLE TUTTE» - «Adesso dobbiamo vincerle tutte…» così Valentino Rossi al termine della gara. «Inutile dire che non mi aspettavo un epilogo del genere», ha dichiarato Rossi. «Stavo andando relativamente piano, ero abbastanza tranquillo. Non so nemmeno cos’ho pensato quando il motore mi ha mollato». Fino al momento del patatrac, la gara era stata praticamente perfetta. «Al momento del ritiro non c’era nessuna sfida con Pedrosa. Gli avevo dato 4 secondi… se la moto funziona bene, posso ottenere ottimi risultati. Le cose stavano andando nel migliore dei modi, anche le gomme scivolavano senza problemi» ha concluso Rossi.
LUTHI VINCE NELLA 125 - Nella 125 vittoria per Thomas Luthi. Sul circuito di Le Mans, il campione del mondo dell’Aprilia ha preceduto il finlandese Mika Kallio (Ktm) e l’italiano Fabrizio Lai (Honda). Per Luthi è il primo successo in stagione.
TAKAHASHI SI IMPONE NELLA 250 - Estremamente combattuta la gara nella classe 250, che ha visto la vittoria con un lungo sprint sul rettilineo finale di Takahashi su Honda davanti all’italiano Andrea Dovizioso sempre su Honda. Terzo l’altro giapponese Shuehi Aoyama su Honda, che ha preceduto suo fratello Hiroshi (Ktm). 

21 maggio 2006
Fonte Corriere della Sera

Tecnica per una frenata perfetta…

freno.jpg…direttamente dal forum del motoclub di tingavert che frequento e sul quale posto spesso… volevo riportare il quesito in merito alle tecniche di frenata, di seguito la domanda posta da un utente del forum in questione:

“Ciao ragazzi, volevo farvi una domanda precisa….voi come frenate???”mi rendo conto che ognuno ha la sua tecnica per cui vorrei che mi scriveste la vostra.

 

Aspetto i vostri commenti e la descrizione della vostra tecnica!

 

 

Motogp: Gp Francia, pole a Pedrosa

20 mag 15:05
pedrosa2.jpgLE MANS (Francia) - Nuova pole position per lo spagnolo Daniel Pedrosa con la sua Honda nel gran premio di Francia, classe motogp. L’iberico partira’ domani in prima fila. Al suo fianco Nakano su Kawasaki e John Hopkins su Suzuki, rispettivamente secondo e terzo. Quarto Randy De Puniet su Kawasaki, Quinto Marco Melandri su Honda, sesto Loris Capirossi su Ducati e settimo Valentino Rossi su Yamaha.

MotoGP - Le Mans Qualifiche - I tempi

01- Daniel Pedrosa - Honda - 1′33.990
02- Shinya Nakano - Kawasaki - + 0.211
03- John Hopkins - Suzuki - + 0.646
04- Randy De Puniet - Kawasaki - + 0.790
05- Marco Melandri - Honda - + 0.805
06- Loris Capirossi - Ducati - + 0.812
07- Valentino Rossi - Yamaha - + 0.850
08- Sete Gibernau - Ducati - + 0.880
09- Colin Edwards - Yamaha - + 0.980
10- Nicky Hayden - Honda - + 0.998
11- Casey Stoner - Honda - + 1.440
12- Chris Vermeulen - Suzuki - + 1.715
13- Makoto Tamada - Honda - + 2.068
14- Carlos Checa - Yamaha - + 2.270
15- Kenny Roberts - Honda - + 2.511
16- Toni Elias - Honda - + 2.592
17- James Ellison - Yamaha - + 3.029
18- Alex Hofmann - Ducati - + 3.277
19- Josè Cardoso - Ducati - + 3.822

DUCATI MULTISTRADA 620

LA PROVA:
d2.jpgLa posizione di guida della Ducati Multistrada 620 è a metà tra l’enduro stradale e la supermotard. La sella è alta e un po’ dura, ma ampia: sopra, ci si muove bene. Le pedane sono abbastanza basse e centrate, le gambe si piegano senza fastidi e le ginocchia trovano spazio nelle larghe svasature del serbatoio. Il manubrio è vicino al busto, leggermente alto e aperto, la schiena sta dritta. Il passeggero siede quasi come su una sportiva: sella più alta dell’anteriore e piuttosto dura, poggiapiedi abbastanza vicini. Una robusta maniglia permette però di reggersi bene.

 

s10.jpgIl moderno quadro strumenti è raccolto e davvero completo. Si notano il contagiri analogico rotondo e l’ampio schermo a lettura digitale con tachimetro, orologio, temperatura dell’olio, livello del carburante e computer di bordo. Quindi le spie di servizio. Ben fatti e pratici da usare i blocchetti elettrici. Le leve al manubrio non sono regolabili.
Non è difficile spostare la MTS 620 a motore spento, perché non pesa molto, ma per girare in poco spazio bisogna fare un po’ di manovre. Facile da azionare la stampella laterale. I retrovisori vibrano poco, offrono, però, una visuale ridotta. In compenso, clacson e proiettore anteriore sono potenti ed efficaci. Spazio per gli oggetti? Praticamente zero: sotto la sella posteriore ci stanno solo i documenti. Altro piccolo problema: i meno alti incappano con la gamba nella maniglia del passeggero quando salgono e scendono dalla moto. Per quanto riguarda il motore, il bicilindrico a L di Borgo Panigale, a dispetto della cubatura, vanta una discreta verve ed è un gioiello di fluidità. Per avviarlo basta sfiorare il pulsante e una volta acceso si scalda subito. La tonalità di scarico è soffocata dalle norme antinquinamento, ma sempre particolare e comunque la rumorosità meccanica è contenuta rispetto ad altri motori Ducati. Molto regolare l’erogazione della potenza: non strappa superati i 2500 giri e cresce sino ai 4000. Tra i 4000 e i 5000 giri si registra un lieve calo della progressione, che riprende però decisa fino ai 9000: da qui conviene cambiare marcia, perché la spinta si stempera sino ai 10250 giri, punto in cui interviene il limitatore. Le accelerazioni sono vivaci, a patto di tirare bene le marce, le riprese robuste anche con i rapporti lunghi. Il cambio è un po’ duro ma preciso negli innesti, rapido e dalla corsa corta, eccettuato il passaggio tra prima e seconda. La frizione è pastosa e progressiva, ma lo sforzo alla leva nel traffico si fa sentire.
d7.jpgLa guida della MTS 620 è intuitiva ed efficace. L’equilibrio della ciclistica, il peso ridotto e i favorevoli bracci di leva del manubrio garantiscono un’agilità guizzante: discese in piega e cambi di direzione sorprendono per velocità. L’assetto è molto stabile e anche sullo sconnesso le sospensioni mantengono la Ducati sulla “traccia” ideale. L’unico appunto è all’avantreno, a volte poco comunicativo. Sulle buche più profonde le molle della forcella sono un po’ troppo morbide, tanto che si è costretti a volte a fidarsi della moto, senza “sentire” bene la ruota anteriore: fiducia mai tradita, per la verità. La “620” ha un comportamento neutro se non si spreme il motore: accelerando forte fuori dalle curve, infatti, il retrotreno affonda e la Multistrada allarga leggermente la traiettoria. Quanto alle possibilità di piega, sono davvero elevate, da sportiva pura.
L’impianto frenante è decisamente buono. Il doppio disco anteriore è potente, pronto, ben modulabile, ma la leva è un po’ spugnosa e per ottenere forti decelerazioni bisogna tirarla con forza. Il disco posteriore ha un mordente adeguato ed è molto gestibile. Niente paura nelle staccate più decise: s6.jpg

 

s9.jpgla MTS resta incollata alla strada, come se corresse sui binari. Ottimi gli pneumatici Pirelli Diablo di primo equipaggiamento. Veloci a scaldarsi, hanno un profilo rotondo, tanto grip anche nelle pieghe estreme e non raddrizzano la moto quando si frena scendendo in piega.
Il comfort è molto soddisfacente. Sella dura e calore dagli scarichi a parte, che nei viaggi più lunghi danno qualche fastidio, la posizione di guida è comoda, le vibrazioni più che accettabili, le sospensioni efficaci su fondi dissestati e il riparo aerodinamico superiore alle attese.
Fonte: Corriere della Sera

Stranezze dal Web #13

VIGILIDELFUOCO.jpg

Stranezze dal Web #12

supermoto.jpg

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