Moto, moto e …
In sella come Vale Rossi Frecce MotoGp su XBox 360
…evviva…
15 06 2006
Ahh… la moto…
10 06 2006
Ecco la definizione esatta di quell’ammaso di ferraglia che per anni non mi ha fatto dormire la notte.
Giornate intere passate a pensare come trasformarla, che bugie propinare a papà, mamma, zii e nonni per avere i soldi che servivano a comprare l’ultima marmitta della Simonini o della Proma. Invendando draghi cinesi su percorsi impossibili, a rischio di rompersi a nuci du coddu (l’osso del collo) su bordi di precipizi, che se ci caschi dentro, manco con l’elicottero ti prendono più. Impennate da un kilometro, derapate con relativi voli dedicati al consumo dell’asfalto, dei pedaletti, delle ginocchia e delle caviglie.
E si, ragazzate che con gli anni passano e che non si fanno più, o almeno cosi sarebbe giusto fare. Ma mi domando io. E se con gli anni la voglia rimane immutata? Che fare? Comprarsi una bella macchina, fatto. La voglia di moto continua a esserci. Quindi? Compriamo un fuoristrada. Problema irrisolto. Peggio mi sento. Vogghiuuuuuuuuu na cazza di motuuuuuuuuuuuuuu. e stavota ma ccattu. Detto fatto.
“Pronto Martino moto chi parla?”
…malattie contagiose…
10 06 2006
Infatti dalle nostre parti più conosciuta con il termine di “mangiasumi” (prurito) almeno cosi la chiama mia madre. Si, lei dice che le moto sono una mangiasumi nu “vurru”. Vittima innocente (?) di questa tipo di malattia è stato Sandro mio fratellino il piccolino (114 kg).
Aveva solo 4 anni poverino quando lo colpì la terribile infermità, sotto forma di un Negrini da cross monomarcia, da allora non è mai più riuscito a liberarsi del morbo che lo consuma. Adesso si è aggravato il bimbo, e mi sa che difficilmente riusciremo a tirarlo fuori da questo tunnel, nemmeno dopo aver dato fondo alle finanze di famiglia ed averlo munito di antidoto (mercedes ml 430) siamo riuscito a guarirlo. Appena ci siamo distratti un attimo, è comparso a casa con una nijia 900 felice come un porco nel fango.hahahaha
Hahahahah, mi sembra di sentire ancora mia madre, “Adrianuuu finu a ora facisti chiddu chi volisti cu sti motu, ma dassa stari u figghiolu non nci mparari puru a iddu, ca mi bbastau chiddu chi patia cu tia, i carbineri sempri arretu a porta,non ti fermasti mai, mancu na vota, a nu postu di bloccu, mancu dopu chi a patenti ti l’eri pigghiatu, tanta era l’abitudini mi nci fui.I genti chi mi passavanu cumbenenzi, vi chi nda fari e vinditi ddu motorinu chi nci ccattasti a Sandru”.
E cosi feci, vendo subito il Negrini, ubbidisco a mamma, ma compro un Malaguti, per la gioia del fratellino, e poi un Ktm, eppoi eppoi eppoi. ho perso il conto. Un pezziu. ha distrutto più moto lui, che macchine lo sfascio di Campiti.
Ancora mi rimbomba nelle orecchie la vocetta stridula “ohhh Adri si mi pprovanu mu ccatti ddu kappattiemme chi ndavi martinu? chiddu di cross,” ed io: “pensa mi studi pe ccumora ca si nu sceccu, poi vidimu”
Martin Adler Eroe per sempre …

Che disperazione, che dolore, mi piange il cuore. la crudeltà dell’uccisione di Martin mi porta ad amare di più la vita. Sicuramente un volto una espressione, che mi porterò sempre dentro. A te Martin, per quello che può valere, dedico parte di me, della mia vita, ti porterò sempre nel cuore. Chi ti ha ucciso ti ha reso vivo. Vivo nella mia mente, nel mio cuore nelle mie emozioni. Martin è vivo.
La crudeltà lascia spazio alla dolcezza, il pianto alla gioia. Una vita spezzata per dare vita al mondo, arrivederci Martin. E’ stato un onore averti conosciuto. L.P.
